5 anni fa, 8 marzo 2021.
L’ultimo giorno senza Covid nella mia vita. La foto è il Terminillo dalla finestra di casa, quel giorno.
I dodici mesi precedenti, con la vita che si stravolge. Soprattutto se vivi di mestieri in cui non c’è nulla di garantito.
È che, d’improvviso, spariscono i punti fermi.
È che allora devi decidere se piangerti addosso, attendere o riprogettare da capo.
È che la resilienza serve a poco, se non sei anche antifragile.
Perché pareggiare, se puoi giocartela?
– Ascolti gli altri. Così si inizia. Così cominciai, in pieno lockdown. E così…
– Intanto l’editore FrancoAngeli: “Rimandiamo l’uscita. Ora non ha senso. Un’opportunità?
– Le prime settimane ad apprendere nuovi strumenti online, che non sostituiranno mai la presenza (tranne per coloro per cui la presenza era il loro limite), e costruirci sopra.
– L’attività si rintana a casa… e tu scopri che finalmente puoi preparare il pranzo per tuo figlio.
Incontrarlo nel salone, in una pausa a metà mattina.
– E sistemi i tuoi appunti di magia… e scopri che sono un libro.
– Così, nell’anno del Covid, escono due tuoi libri.
– E investi migliaia di euro per coronare uno dei tuoi sogni: diventare coach. Non perché ti autoproclami tale, ma frequentando una delle migliori scuole e superando l’esame.
– E questo ti porta a conoscere compagni di viaggio unici, con i quali si aprono altre finestre.
– E segui tuo figlio nella crescita della sua passione. Finalmente riesci a indirizzarlo dai migliori e con i migliori. E a ottobre lo applaudi in un teatro romano. Prima che tutto si richiudesse.
– E ti rileggi Guerra e Pace.
– E… sì, non riesci a tenere sotto controllo il peso. E i capelli.
– E ti metti al servizio degli altri, condividi conoscenza. Gratuitamente, con chi è in difficoltà.
– E a Pasqua scambi con tua sorella le uova in fila alla Coop.
– E l’estate diventa quella di quando eri giovane. Andate e ritorni.
– E… sì, non riesci a tenere sotto controllo il peso. E i capelli.
– E finisci nel libro di storia della magia di Silvan.
– E intanto riprendi a scrivere.
E l’energia scorre grazie all’energia creata.
Perché pareggiare, se te la puoi giocare?
Rino Panetti, Rieti – 8 marzo 2026
PERCHÉ PAREGGIARE QUANDO PUOI GIOCARTELA? Quando tutto sembra nero — come nell’anno in cui tutto si fermò — è lì che possiamo ripartire e decidere la nostra partita


