Avevo venti anni, più o meno. Quella settimana i miei genitori… Ma aspettate. Questa è la fine della storia. Riavvolgiamo il nastro.
Negli anni Sessanta, due psicologi dissero ad alcuni insegnanti che certi alunni (scelti in realtà a caso, ma gli insegnanti non lo sapevano) avevano un potenziale di crescita eccezionale.
Nei mesi successivi, proprio quei bambini migliorarono più degli altri. Come mai? Gli insegnanti, inconsapevolmente, dedicarono loro più fiducia, attenzione e incoraggiamento. È il cosiddetto EFFETTO PIGMALIONE: le aspettative possono influenzare i risultati.
Con gli anni ho imparato una cosa: l’Effetto Pigmalione più potente è quello che ciascuno di noi porta dentro di sé. Perché uno dei nostri più grandi limiti non sono le competenze (che, sia chiaro, sono fondamentali), ma la narrazione che abbiamo costruito su noi stessi.
Se ci ripetiamo che siamo sfortunati, che gli altri hanno successo perché raccomandati, che non siamo capaci… se indossiamo sempre il cappello nero della negatività, semplicemente finiremo per non riuscire.
Si chiama EFFETTO ANNUNCIO: sono le PROFEZIE AUTOAVVERANTI.
Se guardiamo sempre e solo il bicchiere mezzo vuoto, questo non si riempirà mai.
I prestigiatori lo sanno bene: l’attenzione è selettiva. E se dirigi l’attenzione verso il punto sbagliato…
Analogamente, NON È IL MONDO A INGANNARCI, BENSÌ IL RACCONTO CHE FACCIAMO DI NOI STESSI.
Ma c’è sempre un modo diverso di vedere la realtà e la nostra condizione. La creatività mi ha insegnato che la magia consiste nel cambiare il punto di osservazione. Anche riguardo alla nostra vita.
Quale immagine di me sto continuando a confermare? E se cambiassi prospettiva?
Se le aspettative di un insegnante possono cambiare il destino di un bambino, che cosa possono fare le aspettative che ciascuno di noi coltiva nei confronti di sé stesso? Stiamo attenti al prestigiatore interiore che lavora ogni giorno in noi per indirizzare l’attenzione.
Lo dice bene Otto Scharmer (Theory U): dove poni l’attenzione, lì si dirige la tua energia.
Avevo più o meno 20 anni, dicevo. Lo studio e la passione per la magia. Due genitori che non sapevano niente di università, né di magia. Solo ora posso immaginare i loro timori per un figlio che sembrava passare il tempo con un mazzo di carte, mentre c’erano l’università, le sue spese e un futuro da costruire. Eppure, per la magia c’è sempre stato un incoraggiamento. Mai un “Non ti mettere in testa certe idee strambe”.
Ora so quanto valore ci fosse in questo, adesso che ho anch’io un figlio.
A 20 anni pensai di creare un numero magico che richiamasse Houdini. Occorreva però costruire quel baule (vi assicuro: complicato). I miei genitori avrebbero potuto liquidarlo con un “Eh, e come si fa?” e tranquillizzarsi riportandomi sui libri universitari.
Invece, mio padre si mise a realizzare quel baule e mia madre lo dipinse. Ci misero più di un mese.
Quel baule è ancora oggi con me. Mi ricorda che tutto dipende dalla narrazione che faccio di me stesso e a me stesso.
Ed è anche per questo che quel baule è diventato IL BAULE DEI SENSI: la porta attraverso la quale YAGO e AGNESE sono entrati nel mondo di CREACON, il mondo della creatività e della conoscenza. Per questo è nato Yago e il Segreto di Creacon e il blog Il Baule dei Sensi.
Sta a noi riempire il nostro baule dell’immagine che abbiamo di noi stessi.
Perché le profezie si autoavverano.
Rino Panetti
RARAMENTE ANDREMO OLTRE L’IMMAGINE CHE ABBIAMO DI NOI. Il più grande gioco di prestigio siamo noi stessi. E quel nostro baule…


