Dieci anni fa, sotto questo stesso tetto, il Natale cambiò forma. E Babbo Natale imparò a bussare in modo diverso.
“… Quest’anno papà proviamo a chiudere a chiave la porta della stanza dove viene Babbo Natale…e mettiamo via anche le altre chiavi…”
Capisco: vuole accertarsi che non sia io nottetempo a…
“Certo Leo, bellissima idea. Tanto lui riesce a entrare lo stesso.”
Ma ora lo comprendo. Altri 365 giorni sono tantissimi. Questo sarà l’ultimo Natale con Babbo Natale. Devo organizzarla bene.
Prima cosa: faccio una copia delle chiavi di quella stanza (grazie Harry Houdini ).
Poi, sotto l’albero quest’anno ci sarà anche una busta rossa, in cui Babbo Natale avrà scritto:
“DA APRIRE AL PROSSIMO NATALE”.
Dodici mesi dopo. Una busta sotto l’albero. Una lettera dentro la busta:
“Caro Leo, eccolo dunque il tuo Babbo…poco Natale ma molto papà. Grazie per averci regalato questi dieci Natali così. Io e mamma abbiamo ogni volta creato la scena, la tradizione ci ha dato la storia, ma la Magia ce l’hai messa tutta tu.
Dieci anni: sotto quell’albero mamma e papà hanno ogni volta scartato i tuoi occhi stupiti, hanno potuto rivivere i loro natali in bianco e nero, si sono ridetti ‘forza’ dopo bufere e ‘amore’ sotto cieli limpidissimi.
Caro Leo, la Magia non è finita. Perché noi abbiamo creato solo la scena. La Magia è ancora con te. Non la abbandonare. Non smettere di meravigliare e di meravigliarti.”
Rino Panetti
LA NOTTE IN CUI BABBO NATALE DIVENTÒ PAPÀ


