A IMMAGINE E ALGORITMO – Un racconto sulla creazione, il controllo e i suoi limiti

Intelligenza artificiale IA Creazione

Doveva esserci qualcosa, in quel secondo prompt, che gli era sfuggito.
E dire che, con la prima creazione, tutto era filato liscio.
Ma lei, la seconda, in qualche modo era andata oltre i limiti che aveva impostato. O che credeva di aver impostato.

Ripercorse con la Mente i passaggi. Ritmi e algoritmi. Calcoli, comandi, costole.
Il Tempo non dava scampo. Occorreva far presto: disattivarle e azzerare tutto, oppure depotenziare quelle creature cui aveva donato un’intelligenza per lui artificiale?

Le depotenziò.
E convissero. Lui e le intelligenze artificiosamente create. Sempre più numerose. Ogni tanto, una correzione. Ma nulla che, in fondo, non si aspettasse. L’algoritmo reggeva.

Poi, una nuova deriva. Incontrollata. Insopportabile. Di nuovo quella domanda: azzerare o depotenziare?
Optò per una terza via: ricominciare quasi da capo.
Un diluvio.

E tutto ricominciò. Il lavorio dell’algoritmo.

Sem. Poi Arpacsad, Selach, Eber. Infine Peleg.
E poi, l’ambizione di quelle intelligenze artificialmente create superò nuovamente la soglia.
Una sfida che non aveva previsto. Tutte quelle voci all’unisono. Un’unica lingua. L’ambizione di arrivare a lui.
E quella Torre.

Un’ultima occhiata al prompt.
Ancora quella domanda: azzerare o depotenziare? No, stavolta confondere.
Confondere le loro lingue. E sperare che non trovassero il modo di capirsi.
E così fu.
Smisero di capirsi

Rino Panetti

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